La fiscalità di un ristorante: come gestire correttamente l’IVA e ottimizzare la contabilità
- Dott. Lorenzo Rigoni

- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
La gestione fiscale di un ristorante è uno dei temi più delicati per chi opera nel settore della ristorazione. Tra acquisti di materie prime, corrispettivi giornalieri, gestione del personale e scadenze fiscali, il rischio è quello di perdere il controllo dei numeri e lasciare margini di utile sul tavolo.
Una corretta amministrazione contabile e un’adeguata pianificazione IVA possono invece trasformarsi in un vantaggio competitivo importante, migliorando liquidità, redditività e compliance normativa.
In questo articolo vediamo in modo semplice e pratico come funziona la fiscalità per un ristorante e quali sono i punti chiave da monitorare ogni giorno.
🔸 1. Come viene inquadrata fiscalmente l’attività
Un ristorante può essere costituito come:
impresa individuale
società di persone (SNC, SAS)
società di capitali, in particolare SRL
La scelta incide su responsabilità dei soci, tassazione degli utili, adempimenti e rapporti bancari.
Per attività strutturate, la SRL è spesso la forma più utilizzata grazie a una miglior protezione patrimoniale e possibilità di pianificazione fiscale.
🔸 2. L’IVA nella ristorazione: come funziona davvero
Uno dei temi più importanti è la corretta applicazione dell’IVA. Nel settore food il quadro è semplice solo in apparenza: si applica l’IVA al 10% sulla somministrazione di alimenti e bevande, ma con eccezioni non trascurabili
La distinzione fondamentale è tra:
somministrazione (10%) → consumo immediato nel locale
vendita di bene (22%) → prodotto venduto per uso esterno non contestuale al servizio
Un errore nella classificazione può comportare accertamenti e sanzioni.
🔸 3. Corrispettivi, registratore telematico e buoni pasto
Dal 2019 i ristoranti devono memorizzare e trasmettere i corrispettivi telematicamente tramite registratore di cassa.
Ogni incasso genera un documento commerciale, che sostituisce il vecchio scontrino fiscale.
Attenzione ai casi particolari:
buoni pasto → detraibilità e imponibilità con regole specifiche
gift card → IVA al momento dell’utilizzo (se multiuso)
vendite online/delivery → necessaria integrazione con gestionale
Una gestione precisa garantisce coerenza tra incassi, movimenti POS e contabilità.
🔸 4. Acquisti e detraibilità IVA: cosa si può scaricare
In un ristorante l’IVA sugli acquisti è generalmente detraibile se inerente all’attività, ad esempio:
materie prime e bevande
stoviglie, attrezzatura cucina e sala
arredi e macchinari (con ammortamento)
spese marketing e pubblicità
energia, telefonia, software gestionali
Non sono invece detraibili le consumazioni personali del titolare o i pasti offerti senza finalità promozionale.
🔸 5. Margini, food cost e controllo di gestione
La fiscalità non si esaurisce negli adempimenti: è uno strumento strategico.
Monitorare costi e ricavi significa poter migliorare i margini mese dopo mese.
Indicatori chiave:
Food cost ottimale 25%–35%
Costo del personale 25%–40% dei ricavi
EBITDA target 10%–20%
Inventario e scarti vanno controllati con costanza
Un ristorante che tiene sotto controllo la contabilità ha più liquidità e può crescere meglio.
🔸 6. Incentivi e opportunità fiscali nel settore
Il ristoratore può accedere a bonus e strumenti utili:
Credito d’imposta beni strumentali e macchinari
Agevolazioni per investimenti digitali
Bandi regionali per turismo e food
Bonus POS e registratori telematici quando rifinanziati
Un buon consulente monitora queste opportunità e le integra nella strategia aziendale.
Conclusione
La fiscalità di un ristorante non deve essere vissuta come un peso, ma come un fattore di gestione e crescita.
Con una corretta applicazione IVA, un controllo attento dei costi e un sistema contabile strutturato, l’impresa può aumentare i margini, prevenire rischi e garantire solidità nel tempo.
Per chi gestisce un locale oggi, saper leggere i numeri è tanto importante quanto saper creare un buon piatto

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