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Estate, spiagge e …

  • Immagine del redattore: Dott. Lorenzo Rigoni
    Dott. Lorenzo Rigoni
  • 17 lug 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Tasse su ombrelloni e spiagge: cosa paga davvero il gestore e cosa pesa sui bagnanti



Con l’arrivo dell’estate torna puntuale il dibattito sulle tasse legate agli ombrelloni, lettini e stabilimenti balneari. Ma cosa si cela dietro i prezzi delle spiagge attrezzate? E quali sono le imposte e i canoni che i gestori devono versare allo Stato e ai Comuni?



1. I canoni di concessione demaniale



Gli stabilimenti balneari per occupare le spiagge devono pagare allo Stato un canone di concessione demaniale marittima. Questo importo varia in base:


  • alla metratura concessa,

  • alla località (spiagge in zone turistiche pregiate pagano di più),

  • ai servizi offerti.



Tuttavia, da anni si discute sull’esiguità di questi canoni rispetto ai ricavi effettivi degli stabilimenti. In molte zone d’Italia, infatti, i canoni sono ancora irrisori rispetto al valore commerciale della concessione, tanto che la questione è al centro di una riforma europea: la Direttiva Bolkestein, che impone l’assegnazione tramite gara pubblica delle concessioni, per garantire maggiore concorrenza e trasparenza.



2. Le tasse locali



Oltre al canone statale, i gestori pagano:


  • IMU o canoni similari sugli immobili eventualmente presenti nello stabilimento.

  • TARI, la tassa sui rifiuti.

  • Imposte comunali o ticket per servizi ambientali o di pulizia della spiaggia.




3. IVA e tasse sui clienti



Quando un cliente paga l’affitto di un ombrellone o di un lettino, nel prezzo è già compresa l’IVA al 22%. Inoltre, i ricavi degli stabilimenti sono tassati come redditi di impresa o di lavoro autonomo.



4. E i bagnanti cosa pagano?



Il prezzo pagato dal bagnante per un ombrellone o un lettino può quindi arrivare a comprendere:


  • il costo di gestione e manutenzione della spiaggia,

  • il personale impiegato,

  • le tasse e i tributi citati,

  • una parte di profitto per il gestore.



Nelle località più esclusive i prezzi possono arrivare a 100 euro o più al giorno per un ombrellone con lettini, mentre in altre zone più popolari la cifra si abbassa notevolmente.



5. Accesso libero al mare: un diritto



È importante ricordare che la legge italiana garantisce l’accesso libero e gratuito alla battigia e al mare, anche laddove la spiaggia sia data in concessione a un privato. I Comuni devono garantire passaggi liberi e aree di spiaggia libera, anche se la situazione non è sempre rispettata ovunque.





Conclusione



Le tasse sugli ombrelloni e sulle spiagge sono solo una parte del costo finale per i clienti. La questione dei canoni bassi pagati dai concessionari rimane aperta e la riforma delle concessioni, legata alla Direttiva Bolkestein, potrebbe cambiare radicalmente il settore nei prossimi anni, aumentando la trasparenza e forse anche la concorrenza tra stabilimenti.




 
 
 

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